“Ed è sui suoi pantaloni a vita bassa che mi scopro a pensare a quanto abbiamo bisogno gli uni degli altri. Quanto io sia disperatamente dipendente dagli altri.
Perché io un palloncino sono e ho bisogno di zavorre che mi tengano ancorato al suolo, perchè qui siamo tutti palloncini e abbiamo bisogno di zavorre che ci tengano ancorati al suolo.
Perché il volo di un palloncino è fragile, senza timone, si perde subito nel cielo, diventa un puntolino e poi non lo vedi più.
A questo ci serviamo, a incatenarci l’un l’altro al suolo per non perderci negli spazi siderali, a tenerci uniti stretti, a non lasciarsi andare mai l’uno con l’altro. In fondo non è questo l’amore? Impedirci il nostro volo libero?
Ma sai che c’è? Io ci voglio andare negli spazi siderali, io voglio essere il mio volo libero, siete stati importanti tutti, dal primo all’ultimo, ma io me ne voglio andare.
Io domani me ne vado, col mio cuore gonfio di elio negli spazi siderali che mi appartengono, solo il vento nelle orecchie e io palloncino d’alta quota.
Io domani me ne vado guardandovi dall’alto, io palloncino e voi puntolini a terra”